Portrait of Dr. Valerio Guiggi, Italian veterinarian specialised in pet nutrition and phytotherapy
Portrait of Dr. Valerio Guiggi, Italian veterinarian specialised in pet nutrition and phytotherapy 
        Portrait of Dr. Valerio Guiggi, Italian veterinarian specialised in pet nutrition and phytotherapy

Una Visione Moderna del Benessere Animale con il Dott. Valerio Guiggi

Dai rimedi fitoterapici alle diete casalinghe, cresce una nuova generazione di proprietari attenti a ciò che mettono nella ciotola. Tra i protagonisti di questa transizione c’è il Dott. Valerio Guiggi—medico veterinario, specialista in ispezione degli alimenti, docente e divulgatore scientifico—che unisce rigore accademico e approccio naturale.

Nel suo lavoro convivono controllo regolatorio, scienza clinica e fitoterapia applicata. In un’epoca dominata da claim e mode benessere, ci ricorda che ogni scelta, dal cibo agli estratti vegetali, va guidata dalla conoscenza, non dall’ideologia.

Gli abbiamo chiesto di aiutarci a distinguere tra ciò che funziona davvero, ciò che può essere rischioso, e ciò che rappresenta una piccola grande rivoluzione silenziosa.

La fitoterapia viene ancora considerata “alternativa” da molti. Come la integra nella sua pratica in modo scientifico, e in quali casi—digestione, ansia, infiammazioni croniche—vede i migliori risultati?


La fitoterapia viene indicata ancora da alcuni, compresi alcuni veterinari, come “alternativa” alla terapia farmacologica tradizionale. Ma non è così: come ricorda anche la letteratura, ad esempio questo di fitoterapia (per persone), la sua definizione è la seguente: La Fitoterapia è la disciplina medica che consente un corretto uso a scopo preventivo o terapeutico di piante medicinali e loro derivati, in relazione alle proprietà farmacologiche dei costituenti chimici presenti nella pianta e in particolare nel prodotto utilizzato. La fitoterapia non segue filosofie o credenze religiose, né metodologie diagnostiche o terapeutiche diverse alla medicina scientifica (Fiorenzuoli, Fitoterapia Clinica, 4 ed., Elsevier, 2008, pag. 5).

I prodotti fitoterapici sono prodotti che contengono molecole attive. A volte sono categorizzate legalmente come farmaci, altre volte (a causa dei minori effetti collaterali) vengono venduti come integratori (per persone) o alimenti complementari (per cani). Ma questa è solamente una distinzione di natura normativa.

All’atto pratico, quello che conta è la conoscenza dei singoli effetti dei medicinali e nelle piante; conoscendo entrambe le categorie di prodotto, si sceglie di volta in volta il migliore per le necessità del paziente.

Come esperto in ispezione degli alimenti, qual è un aspetto che spesso sfugge ai proprietari sul controllo qualità degli alimenti industriali per animali?

Probabilmente la cosa più frequente è la più banale, cioè la lettura delle etichette, un problema presente anche nell’alimentazione delle persone. Le normative sull’etichettatura dei prodotti sono piuttosto ampie e consentono di distinguere in modo agevole prodotti di qualità da prodotti di scarsa qualità. Molti proprietari imparano a leggere correttamente le etichette, ma molti altri no e “scoprono” le etichette quando al cane, o al gatto, compare una patologia; è a quel punto di solito che si rendono conto di aver sbagliato a non considerare prima la qualità dell’alimento che hanno fornito fino a quel momento.

Poi: le normative non sono perfette e ci sono “trucchi” che le aziende possono sfruttare per far apparire un prodotto migliore di quello che è: questi sono conosciuti da chi si occupa di normativa, meno da chi non lavora in questo ambito, e può essere più difficile accorgersi di alimenti di qualità più scarsa che sembrano migliori.

Con tutta la sua competenza tecnica, come seleziona personalmente l’alimentazione dei suoi animali? Prepara pasti casalinghi, integra con piante o formulazioni funzionali?

Per quanto riguarda i miei animali personali, seguo lo stesso schema che seguo per i pazienti: cerco di selezionare l’alimentazione migliore in base alle necessità del singolo animale. Personalmente preparo alimentazione casalinga, modulata sulle specifiche necessità (che nel caso del mio cane sono patologie pancreatiche ed epatiche), e in caso di necessità utilizzo o farmaci di sintesi, o di derivazione vegetale, a seconda delle necessità. Ormai le integrazioni sono diventate continuative (vista anche l’età avanzata del cane), in passato quando stava meglio non lo erano: le necessità possono cambiare, anche nel corso della vita.

Qual è l’errore più comune che vede fare da chi cerca di “passare al naturale” in buona fede? E quale sarebbe invece un approccio più corretto ed equilibrato?

Pensare che i prodotti siano migliori perché sono “naturali”. “Naturale” di per sé non vuol dire molto, né in ambito dietetico, né in ambito fitoterapico. Una carne cruda avariata è completamente naturale, così come è completamente naturale un Amanita muscaria, un fungo fortemente velenoso. Naturale non vuol dire necessariamente “buono”.

L’errore principale in ambito alimentare è considerare un’alimentazione casalinga migliore di quella industriale solo per il fatto di essere casalinga, ma non è necessariamente così: la dieta deve essere correttamente strutturata e bilanciata sulle necessità del cane. Altrimenti c’è la possibilità di avere conseguenze peggiori sulla salute rispetto a quanto faceva l’alimentazione precedente.

In ambito fitoterapico, l’errore principale è quello fatto dalle persone che vanno in erboristeria e, basandosi sugli effetti dei prodotti sulle persone, e senza chiedere parere veterinario, pensando che “un fitoterapico male non può fare”, somministrano prodotti di vario tipo al cane o al gatto. Non funziona così: i fitoterapici hanno anche loro effetti collaterali insieme agli effetti positivi (pensiamo cosa succede se somministriamo un fitoterapico lassativo come la Frangula a un cane che ha già diarrea: si peggiora), e il metabolismo che il cane e il gatto hanno nei confronti dei fitoterapici è diverso da quello delle persone a causa di un corredo enzimatico epatico differente. Un’idea ce la da già l’uva, frutto innocuo per le persone, tossico per i cani e i gatti. La letteratura di efficacia dei fitoterapici deve essere sempre controllata nel cane e nel gatto, non è possibile prendere quella umana ed applicarla in modo identico.

Per approfondire il lavoro del dottor Guiggi, i lettori possono visitare il suo sito, dove pubblica articoli scientifici e indicazioni pratiche su nutrizione, sicurezza alimentare e fitoterapia: www.valerioguiggi.it. I suoi contenuti formativi sono disponibili anche sul canale YouTube Valerio Guiggi – Veterinario Specialista, dove propone lezioni e approfondimenti basati sulla pratica clinica. I suoi libri, Carne per Cani e Gatti e I Gusti del Cane e del Gatto, offrono una comprensione più ampia di come gli animali percepiscono il cibo e di come la nutrizione possa essere adattata alle diverse esigenze. Queste risorse rispecchiano l’approccio equilibrato e basato sulle evidenze che emerge anche in questa intervista e rappresentano il modo più diretto per continuare a conoscere e seguire il suo lavoro.